Kaspersky
Lab: attenti allo spam di San Valentino
Kaspersky
Lab rileva uno spam di massa dedicato al giorno di San Valentino
14 febbraio 2008 - Kaspersky
Lab, società specializzata in soluzioni per la sicurezza informatica, ha
rilevato uno spam di massa costituito da messaggi di San Valentino che contengono
link a siti infetti. Il totale dello spam ammonta circa al 5% dei messaggi di
tutto il traffico e-mail controllato dal centro Kaspersky Hosted Security Services,
che è in grado di garantire la protezione completa di reti aziendali di
qualsiasi grandezza, e che consente il controllo e la gestione ottimale delle
risorse di rete.
L’epidemia ha
carattere globale. L’invio dei messaggi è iniziato il 12 febbraio
alle ore 2 di notte (fuso orario di Mosca). Per quanto riguarda la rete russa,
i messaggi maligni hanno cominciato a diffondersi solo di giorno, e al momento
la loro quantità non accenna a diminuire.
Gli utenti ignari ricevono
un’email che contiene un link ad un sito sul quale è possibile leggere
un biglietto di auguri di San Valentino. Ciò che avviene, però,
è che durante il passaggio da un sito all’altro viene scaricato il
file nocivo Packed.Win32.Tibs.ic.
Qui sotto proponiamo
alcuni screenshot di questi messaggi insieme ad alcuni biglietti augurali presenti
sui siti infetti:
Vale la pena far notare
che in queste lettere si trovano link di tipo http://xxx.xxx.xxx.xxx,
dove xxx sono cifre, cosa poco consueta per tale tipo di messaggio.
“Siamo convinti che il picco di messaggi spam dedicati al giorno di
San Valentino non sia ancora stato raggiunto”, afferma Andrej Nikishin,
Kaspersky Hosted Security Services Manager. “Secondo i dati in nostro
possesso, i Paesi che risultano leader nello spam nel 2007 sono gli USA con l’11,2%,
la Russia con il 10,8%, la Polonia con il 6,6%, la Germania con il 5,8%, la Corea
del Sud con il 6,2% e la Cina con il 4,5% del totale. Dato che lo spam, in genere,
viene inviato da computer zombie, la percentuale dello spam in uscita dipende
dal livello di penetrazione di Internet e dalla quantità di PC coinvolti.
In Russia, ad esempio, lo spam proviene principalmente dalle metropoli, dove è
concentrata una maggiore quantità di PC dotati di connessioni Internet.”