Agcom:
richiesta integrazioni ad impegni Telecom Italia sull’accesso alla rete
fissa
27 novembre 2008 - L’Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, relatori
Lauria e Mannoni, ha deciso di chiedere a Telecom Italia integrazioni alla proposta
di impegni presentata dalla Società sull’accesso alla rete fissa.
In particolare, l’Autorità,
pur valutando con considerazione gli impegni aggiuntivi proposti da Telecom dopo
la consultazione pubblica, li ha ritenuti ancora non sufficienti e ha invitato
Telecom a introdurre integrazioni, modifiche e precisazioni al fine di garantire
appieno un significativo e strutturale progresso nelle condizioni concorrenziali
dei mercati dell’accesso alla rete fissa e a quelli collegati.
Le aree tematiche per
le quali l’Autorità ha ravvisato la necessità di integrazioni
sono queste.
Per garantire la piena
parità di trattamento tra operatori alternativi e divisioni interne di
Telecom Italia, viene chiesto che i contratti interni di servizio fra le direzioni
commerciali e le direzioni wholesale contengano anche le condizioni economiche,
ossia i cosiddetti transfer charge. In tal modo, si garantisce la piena equivalenza
di condizioni fra divisioni interne e operatori concorrenti.
L’ Organo di vigilanza
sugli impegni deve essere supportato da una struttura e da uno staff adeguato
anticipando già le Linee guida del regolamento di funzionamento.
Per chiarire funzioni
ed organizzazione di tale Organo l’Autorità ritiene inoltre che vada
chiarito il suo carattere complementare e non sostitutivo rispetto alle prerogative
dell’Autorità. Su questi aspetti, gli uffici della Commissione europea
hanno manifestato analoghe valutazioni.
In merito al ruolo della
nuova funzione aziendale Open Access rispetto agli Impegni, l’Autorità
osserva che tale struttura viene ad essere strettamente connessa con le procedure
e con le modalità di funzionamento degli stessi Impegni, e pertanto ogni
eventuale modifica di Open Access dovrà essere preventivamente sottoposta
alla valutazione dell’Autorità.
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Il nuovo modello regolamentare
che si avvia con gli Impegni necessita altresì che Telecom Italia assuma
l’impegno di aderire a due nuovi strumenti di governance che l’Autorità
istituirà con il concorso di tutti gli operatori: da un lato, un organismo
assimilabile all’OTA inglese, incaricato di risolvere le controversie in
materia di servizi di accesso alla rete; dall’altro, un Comitato NGN, presieduto
dall’Autorità e con la partecipazione di tutti gli operatori, che
proporrà all’Autorità soluzioni concrete alle problematiche
tecniche ed organizzative del passaggio alle reti di nuova generazione.
Inoltre, nella transizione
alle NGN, si dovranno prevedere Linee guida per i processi di migrazione degli
operatori concorrenti verso le nuove reti, con particolare riguardo ai servizi
di co-locazione.
Gli impegni di Telecom
Italia in materia di NGN dovranno essere in sintonia con la Raccomandazione comunitaria
sulle reti di nuova generazione. In particolare, sulla falsariga degli Undertakings
di BT, gli impegni dovranno estendersi ai servizi di rete wholesale che l’azienda
renderà disponibili sulle proprie reti di accesso di nuova generazione
laddove dominante. Inoltre dovrà essere prevista un’offerta direttamente
formulata dalla divisione Open Access e sottoposta all’Autorità per
l’accesso e la condivisione delle cosiddette infrastrutture passive (cavidotti,
canaline, etc.). Tale offerta dovrà consentire di poter realizzare una
struttura di rete aperta.
Da ultimo, al fine di
risolvere rapidamente l’elevato contenzioso con i consumatori soprattutto
in materia di servizi non richiesti e di bollette elevate a causa di servizi a
sovrapprezzo, Telecom Italia dovrà semplificare i relativi processi aziendali
anche con appropriate modifiche e semplificazioni organizzative.