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UE:
procedura di infrazione per 112 nei confronti dell'Italia
- La Commissione, in qualità di custode dei trattati, ha deciso di avviare
una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia riguardo all’efficacia
del numero unico europeo di emergenza 112.
-
Sono state deferite alla Corte di giustizia europea la Bulgaria e la Romania,
per l’indisponibilità tanto del numero 112 quanto della funzione
che permette di localizzare chi effettua chiamate verso tale numero.
19 settembre 2008 - “Nonostante gli sforzi compiuti dalla Bulgaria
e dalla Romania per dare attuazione al numero unico europeo di emergenza 112,
non possiamo essere indulgenti quando è in gioco la sicurezza dei nostri
cittadini. Ogni
ritardo nell’attuazione del 112 può mettere a rischio la vita e la
salute dei viaggiatori. Invito perciò la Romania e la Bulgaria a rendere
pienamente e rapidamente operativo il 112”, ha affermato Viviane Reding,
Commissaria europea alle telecomunicazioni.
“Invito inoltre l’Italia a garantire che i centralini di emergenza
riservino alle chiamate al 112 un trattamento altrettanto efficace delle chiamate
ad altri numeri nazionali di emergenza, in modo che i cittadini europei possano
ottenere aiuto in caso di bisogno.”
La normativa comunitaria in materia di telecomunicazioni impone agli Stati
membri di garantire che i cittadini possano chiamare gratuitamente il numero unico
europeo di emergenza 112 da qualsiasi tipo di telefono sul territorio nazionale;
tali chiamate devono inoltre ricevere una risposta e un trattamento adeguati e
gli operatori devono fornire ai servizi di emergenza informazioni sulla localizzazione
del chiamante.
La Commissione invia oggi all’Italia una lettera di messa in mora avente
ad oggetto l’efficacia del trattamento e delle risposte riservati alle chiamate
al 112. In numerosi Stati membri, tra cui l’Italia, i vari sistemi di risposta
ai servizi di emergenza (in particolare la polizia, le ambulanze, i pompieri e
i servizi di salvataggio) sono operati da centralini distinti che usano numeri
diversi. Questi Stati membri devono garantire che il trattamento e le risposte
alle chiamate al 112 siano efficaci quanto quelli delle chiamate effettuate verso
altri numeri nazionali di emergenza. Ciò non avviene in Italia, in quanto
non sempre i centralini del servizio di emergenza a cui giungono le chiamate al
112 sono in grado di trasferire l’utente ai centralini degli altri servizi
di emergenza richiesti.
La Commissione ha inoltre deciso oggi di deferire la Bulgaria e la Romania alla
Corte di giustizia europea. Prima di questa fase, sono state inviate lettere di
messa in mora alla Bulgaria nell’ottobre 2007e alla Romania nel novembre
2007.
Nell’aprile 2008 sono stati inviati ai due paesi pareri motivati - “ultimo
avvertimento” previsto da tale procedura – sull’efficace funzionamento
del 112. In Bulgaria, il 112 non è ancora operativo a livello nazionale.
In Romania, la localizzazione del chiamante, che aiuta i servizi di emergenza
a trovare le vittime di infortuni, non è disponibile per tutte le chiamate.
Tuttavia, in considerazione delle iniziative attuate da questi due Stati membri
per rendere il 112 pienamente operativo entro la fine dell’anno, la Commissione
ha deciso di sospendere per tre mesi l’esecuzione della decisione odierna
e di concedere loro un’ultima occasione per mettersi in regola. Se fra tre
mesi la normativa non sarà ancora pienamente osservata, i fascicoli saranno
trasmessi alla Corte di giustizia europea.
“Mi auguro che siano scrupolosamente rispettati i numerosi impegni assunti
a livello politico dalle autorità bulgare e romene riguardo all’efficace
funzionamento del 112. Il termine stabilito per la piena operatività del
112 in tali Stati era il 1° gennaio 2007: pertanto se alla fine dell’anno
sussisterà ancora il minimo dubbio sull’osservanza della normativa
comunitaria verrà data immediata esecuzione all’odierna decisione
di deferire entrambi i paesi alla Corte di giustizia.” ha detto la
Commissaria Reding.
- Il 112 è stato introdotto nel 1991, in aggiunta ad altri numeri di emergenza
nazionali, per istituire in tutti gli Stati membri un numero di emergenza unico
che permetta di accedere più facilmente ai diversi servizi di emergenza.
Dal 1998 la normativa dell’UE impone agli Stati membri di garantire che
tutti gli utenti di telefonia fissa e mobile possano chiamare gratuitamente il
112. Dal 2003 gli operatori di telecomunicazioni sono tenuti a fornire ai servizi
di emergenza informazioni sulla localizzazione di chi chiama il 112.
- Dal 2006 la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di
14 Stati membri (inclusi quelli oggetto delle presenti procedure) sul problema
della localizzazione del chiamante, nei confronti di due Stati membri sull’indisponibilità
del 112 e di uno Stato membro sul trattamento delle chiamate al 112.
- In otto casi le procedure riguardanti la localizzazione del chiamante sono state
chiuse perché gli Stati membri in questione hanno provveduto a sanare la
situazione. La Commissione ha inoltre potuto chiudere una procedura riguardante
l’indisponibilità del 112. La Corte di giustizia europea si è
già pronunciata su due procedure d’infrazione sul 112, constatando
un’infrazione alla legislazione comunitaria per informazioni sulla localizzazione
del chiamante solo parzialmente disponibili in Slovacchia (sentenza del 25 luglio
2008) o indisponibili per le chiamate al 112 effettuate da telefoni cellulari
in Lituania (sentenza dell’11 settembre 2008).
- Altre due procedure (Italia e Paesi Bassi) sono tuttora all’esame della
Corte, mentre la decisione della Commissione di deferire alla Corte la Polonia
è attualmente sospesa in attesa di verificare l’efficacia del 112
in tale paese.
Nel giugno 2008 la Commissione ha lanciato un nuovo sito
web dedicato al 112, che fornisce informazioni in tutte le lingue ufficiali
dell’UE ai cittadini che viaggiano nella Comunità http://ec.europa.eu/112.
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